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Parlare due lingue aumenta la memoria, la concentrazione e la tolleranza dei bambini

Parlare due lingue aumenta la memoria, la concentrazione e la tolleranza dei bambini

Migliorano alcune funzioni del cervello e aumenta perfino la materia grigia nella corteccia inferiore. Il libro di una studiosa spiega quali sono i metodi giusti per gestire l’educazione a una seconda lingua dei figli.

IMPORTANZA CONOSCENZA LINGUE STRANIERE –

Parlare bene una seconda lingua, correntemente e in forma scritta e parlata, è una carta preziosa, forse indispensabile, per trovare un buon lavoro. Oggi, specie nelle grandi aziende, la conoscenza dell’inglese è considerata come un requisito irrinunciabile per avere un’occupazione. E per questo è bene insegnare la seconda lingua già dall’infanzia, quando l’apprendimento dei bambini è quasi naturale. Ma adesso dalla comunità degli scienziati arrivano altre notizie favorevoli al bilinguismo, che non riguardano tanto la formazione ed un futuro lavoro, quanto la mente dei bambini.

VANTAGGI DELL’ESSERE BILINGUI –

Secondo uno studio dell’università di Lancaster, pubblicato sulla rivista Psychological Science, grazie a una maggiore flessibilità cognitiva, i bilingui riescono ad assumere prospettive diverse rispetto alla realtà circostante. Sono più duttili, hanno una maggiore propensione alla convivenza e alla tolleranza, sanno valutare senza pregiudizi visioni diverse del mondo.

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VANTAGGI CONOSCENZA LINGUE STRANIERE –

Poi ci sono gli effetti del bilinguismo sulle attività cognitive in senso stretto. E qui si misura la capacità di apprendere una seconda lingua come una forma di prevenzione per un buon funzionamento del cervello, un vero toccasana. Due lingue aiutano a migliorare la memoria e la concentrazione, e consentono di avere una marcia in più nel multitasking, ovvero nella capacità di fare più cose contemporaneamente. Infine, riducono i problemi legati all’invecchiamento delle cellule. «In particolare nei bilingui sono più attive soprattutto le aree normalmente coinvolte nel controllo dei compiti cognitivi e nella risoluzione delle informazioni conflittuali, come la corteccia sinistra frontale inferiore. Alcuni studi, inoltre, hanno riscontrato, specie nei bilingui precoci, una maggiore densità di materia grigia nella corteccia parietale inferiore» spiega  Antonella Sorace, docente di Sviluppo del linguaggio all’università di Edimburgo.

fonte: nonsprecare.it

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